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Valvasone

Il comune di Valvasone comprende le località CASAMATTA, POZZO DIPINTO, PONTE TAGLIAMENTO e TORRICELLA.
Primo pregio turistico di Valvasone è lo stato di conservazione del nucleo storico, con numerose dimore signorili dei secoli dal XIV al XVII che ne fanno uno degli angoli più belli dell'intero Friuli.
Di origine romana, Valvasone assunse notevole importanza durante il Medioevo per il suo guado sul Tagliamento,
L'attuale castello (eretto nel 1218 e modificato nel 1518) è un edificio di notevole interesse: Napoleone vi tenne il suo quartier generale; ci visse e poetò quell' "Erasmo di Valvason" che, con il poema "La caccia" e altre opere, occupa un posto non trascurabile nella letteratura minore del Rinascimento.
L'ospedale, divenuto grande convento dei Serviti ed in seguito dei Domenicani, è scomparso lasciando un ricordo nella canonica e nell'oratorio di San Pietro , con due altari lignei (XVII secolo), uno marmoreo (XVIII secolo) e con gli affreschi di Pietro da Vicenza (XVI secolo).
Il guado sul fiume fu all'origine di molti eventi: nel 1499 ottocento contadini, che tentavano di arginare l'avanzata dei Turchi, furono uccisi; negli anni 1797, 1805, 1809 qui si affrontarono Francesi e Austriaci (Napoleone, Murat, Bernadotte, Masséna, Beauharnais, etc..., e gli arciduchi Carlo e Giovanni D'Asburgo); drammatica fu l'ultima resistenza nel novembre 1917 durante la ritirata di Caporetto.
Poco lontano dallo storico guado, è stata eretta una bella riproduzione della Grotta di Lourdes, con statua di L. De Paoli.
Da segnalare i concerti che con precise impostazioni tematiche, si tengono a settembre.

Il Centro storico di Valvasone è senza dubbio uno dei più caratteristici e suggestivi del Friuli: case porticate, antiche abitazioni lo rendono ricco di storia e d'arte.
La Chiesa parrocchiale, rimaneggiata in stile neogotico tra il 1889 ed il 1901 (con uso esasperato, alla toscana, di materiali dicromi orizzontalmente disposti sia all'esterno che all'interno) custodisce un autentico gioiello: l'unico organo del Cinquecento veneziano esistente in Italia.
Autore ne fu un grande costruttore, Vincenzo Colombo (o de Columbis) di Casale Monferrato ma operante a Venezia, dove appunto, nel 1532, iniziò il lavoro dell'organo per Valvasone terminato nel 1538. Lo strumento, che è ancora perfettamente funzionante (è stato ovviamente più volte restaurato) è contenuto in uno splendido cassone ligneo intagliato; le portelle (che rappresentano, chiuse, il Miracolo della Manna, aperte, il Sacrificio di Isacco ed il Sacrificio di Melchisedech) e la cantoria, con Scene sacre, sono pregevole lavoro affidato a Giovanni Antonio Pordenone, che steso il contratto nel 1535, già nel 1537 era giunto a metà dell'opera: che non ultimò, tuttavia, forse per la sopravvenuta morte (1539), così che nel 1549 il genero Pomponio Amalteo venne incaricato di portare a termine il dipinto.
La stesura larga e "facile", l'uso di colori talvolta smorzati, fanno in un primo momento pensare che la maggior parte all'esecuzione sia dovuta all'Amalteo. Ma la forza dei personaggi, la loro robustezza, il dettato magniloquente che si avverte come sottofondo della composizione, inducono a ritenere che almeno nelle linee essenziali tutte le pitture siano state concepite dal Pordenone.
Ancora alcune pale d'altare di qualche pregio (pala della S. Croce, 1605, di Angelo da Portogruaro; pala di S. Caterina, 1701, del comasco Giulio Quaglio, una delle poche opere di "cavalletto" che gli si conoscono in Friuli; pala del veneziano Matteo Luigi Canonici, 1791, nell'altare di S. Nicolò); Crocifisso ligneo di Pomponio Amalteo e bottega (1557).
Di particolare bellezza il paliotto dell'altare di S. Caterina d'Alessandria nel quale sono raffigurati in bassorilievo l'Adorazione degli idoli, il Giudizio ed il Martirio di S. Caterina d'Alessandria: opera probabile di Francesco Penso detto il Cabianca (1665-1737) che qui evidenzia la sua particolare capacità tecnica e la dolcezza del modellato; più descrittivo, ma ugualmente interessante, il paliotto dell'altare di S. Giacomo, con bassorilievo raffigurante il Martirio del Santo.
La Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo conserva importanti affreschi del primo Cinquecento attribuibili a Pietro da Vicenza. Raffigurano la Trinità affiancata da quattro gruppi di due Santi o Sante (tutti sotto finte arcate abilmente scorciate e divise l'una dall'altra da colonnine marmoree dipinte), i Ss. Cristoforo e Girolamo, la Madonna con Bambino tra i Ss. Sebastiano e Rocco, Leonardo e Giobbe (divisi fra loro da pilastrini rudentati). Sono databili al 1510 circa. Ad altro artista, ad altra epoca (XV secolo) appartiene la Crocifissione a fresco nella parete di fondo, l'altare maggiore ligneo (con mediocre pala ottocentesca), è datato 1642 ed è in parte dorato, così come quello della Visitazione.
Nelle vicinanze di questa chiesa spicca la bellissima Casa Fortuni, rinascimentale, con pozzo trecentesco.
Monumento insigne di Valvasone è l'importante Castello, circondato dal fossato e dall'antica cinta muraria. Edificato in età medioevale e una prima volta distrutto da un incendio nel 1363, il castello - in cui nacque il poeta Erasmo di Valvalsone e nel quale dimorò Napoleone Buonaparte - subì nei secoli numerosi rifacimenti; quella che oggi si vede è la sua struttura cinquecentesca.
Monumento nazionale, conserva due camere con stucchi, un teatrino settecentesco, una ricca quadreria.
Nei pressi è pure interessante vedere il Palazzo del conte Eugenio, cui si affianca una abitazione trecentesca di recentissima ristrutturazione.




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