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Tarvisio

Una delle prime testimonianze storiche che ci parlano di Tarvisio risale al 1219. La Valcanale apparteneva al Vescovo di Bamberga fin dall'anno 1006 e nel 1219 il vescovo Eckbert invitò suo fratello Bertoldo - Patriarca di Aquileia - a visitare i suoi domini allo scopo di farvi immigrare delle popolazioni friulane e venete. Il Patriarca accettò l'invito e venne con grande seguito fino a "Tarfiis in Canaal". Il suo nome divenne in seguito "La Trevisa". Le sue fiere godevano nel medioevo di molti privilegi e vi ebbe sviluppo l’industria del ferro, che attirò coloni tedeschi. Nel quindicesimo secolo si accentuò in Tarvisio la presenza di popolazioni di lingua tedesca (nome tedesco: Tarvis), tant'è che all'inaugurazione della Chiesa, avvenuta nel 1445, l'iscrizione sul portale principale venne fatta in tedesco ed in caratteri gotici. Nel 1759 Tarvisio passò sotto l'amministrazione della casa d'Austria che vi rimase fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Tarvisio e la Val Canale entrarono a far parte dell’Italia nel 1920. Lo spostamento del confine dal torrente Pontebbana alle soglie di Coccau, di Racchia (o Radice - in slavo: Ratece) e al Passo del Predil avvenne con i trattati di San Germain (10 settembre 1919) per il confine con l'Austria, e di Rapallo (12 novembre 1920) per il confine con il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Il distacco di Tarvisio dall'Austria affievolì i rapporti tradizionali tra i centri della Val Canale e la Carinzia, aumentando però quelli col Canal del Ferro ed Udine.

Distanza da Lignano ca. 150 km., raggiungibile in automobile in ca. 1 ora e 30 minuti.




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